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Zingaretti infiamma la Rosta Nuova: “Combattiamo per la democrazia”

REGGIO EMILIA – “Noi dobbiamo combattere questa battaglia, convinti delle nostre idee, in tutti i luoghi della nostra vita: nelle piazze, nei posti di lavoro, nelle università e nelle scuole”. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, il giorno dopo la calata di Salvini a Reggio Emilia, suona la carica per i Dem nostrani e lo fa alla Rosta Nuova, di fronte a qualche centinaio di persone venute per ascoltare lui e i candidati alle europee del suo partito: Roberta Mori ed Elisabetta Gualmini. Sul palco, oltre a loro, il segretario del Pd locale, Andrea Costa, il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini.


“Non credo che questo sia diventato un Paese di destra”

Continua Zingaretti: “La sfida che ci attende, in questo tornante della storia, è di essere utili alla nostra democrazia, perché è arrivato il momento di parlare con le donne e gli uomini che sono delusi, preoccupati e diffidenti e che sono attenti alle ricette dei nazionalisti e dei populisti. Io non credo che questo sia diventato un Paese di destra. Noi dobbiamo, con umiltà, guardare ai motivi di quella paura”.


“Salvini può parlare di Liberazione e fare il ministro perché hanno vinto i partigiani”

Aggiunge poi Zingaretti riferendosi a Salvini che ieri ha parlato di “Liberazione della città di Reggio dopo 70 anni”: “Mi ha colpito che Salvini abbia usato la parola Liberazione. Quella frase si accompagna a un altro messaggio drammatico, ovvero a quella fotografia incredibile fatta ai confini dell’Europa del nord, insieme ad Orban, di due premier nazionalisti che propongono un’idea di continente con le torrette militari e il filo spinato a difenderlo, mentre guardano con il binocolo all’orizzonte alla ricerca di un nemico. Parla di Liberazione facendo finta di ignorare che, visto le persone con le quali si accompagna, molti camerati che fa finta di non conoscere, ma che conosce, se avessero vinto loro non potrebbe dire quello che pensa. Invece, siccome hanno vinto i partigiani, anche quelli di Reggio, oggi lui può fare il ministro, perché ha il consenso democratico per poterlo fare”.


Concetto, questo, espresso anche da Vecchi che prima di lui ha detto: “Questa città non ha bisogno di essere liberata 70 anni dopo per una semplice ragione. Noi la libertà ce la siamo conquistata in quel pomeriggio del 24 aprile del 1945 quando questa città è stata liberata dall’occupazione nazifascista”.


“Salvini dovrebbe garantire la sicurezza e non fare comizi”

Ha poi aggiunto Zingaretti: “Ieri ha dimenticato di dire che, da quando governa lui, c’è meno lavoro, più disoccupazione e meno produzione per le imprese e più insicurezza. Il ministro degli Interni dovrebbe garantire la sicurezza, visto che c’è un escalation senza precedenti di violenza nei quartieri delle città italiane: a Napoli, Viterbo e stamattina ad Ostia. E il principale responsabile della sicurezza del Paese fa finta di niente. Ha fatto solo la legge sulla legittima difesa che io definisco ponziopilatesca, con lo Stato che dice: ‘Io non faccio nulla, difenditi da solo e fai come ti pare’. Cosi si teorizza la fine di una funzione propria”.


Qui, precedentemente, gli aveva fatto eco Andrea Costa parlando, a proposito della venuta del vicepremier in città di ieri, di una “sceneggiata nel centro storico di Reggio”. Aveva aggiunto il segretario PD: “Era in giro a fare pagliacciate, anziché fare il ministro degli Interni e ha sbagliato perché doveva girare la macchina e fare il suo mestiere visto che a Napoli c’era stata una sparatoria con una bambina in gravi condizioni. Si deve vergognare di rappresentare le istituzioni in questo Paese”.


“Si confrontano due idee opposte di Paese”

Zingaretti è poi passato ai temi economici: “Loro propongono la flat tax e teorizzano che un banchiere e un operaio debbano pagare allo stesso modo le tasse, mentre noi chiediamo che i soldi che ci sono vadano ad abbassare le tasse sul lavoro per aumentare gli stipendi più bassi di questo Paese. Noi sappiamo che la loro litigiosità ha un motivo, ovvero che, dopo le Europee, aumentaranno l’Iva o, come ha detto Tria, inizieranno i tagli alle politiche sociali o alla sanità. Si confrontano due idee opposte di Paese: loro cavalcano i problemi che creano con le paure e noi vogliamo eliminare i problemi che creano le paure di cui sono vittime le persone”.


A chi gli chiede cosa si aspetta da Reggio Emilia, risponde: “Mi aspetto che sia quello che è sempre stata per l’Italia la vostra città, ovvero un esempio della capacità di offrire servizi alle persone e di tenere alta la bandiera della democrazia”.