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Violenza sulle donne, un aiuto per curarsi ai maltrattatori

REGGIO EMILIA – Prevenire conseguenze piu’ gravi offrendo un aiuto terapeutico agli uomini che hanno gia’ manifestato di “odiare le donne”, ma disponibili a mettere in discussione e modificare i propri comportamenti. E’ l’obiettivo di un protocollo mirato al contrasto della violenza di genere, siglato oggi a Reggio Emilia tra la Questura e la cooperativa sociale Papa Giovanni XXIII, che lo scorso ottobre ha varato il primo sportello “Sum” in provincia, per i cosiddetti “uomini maltrattanti”.


L’intesa, valida per un anno, prevede in particolare che d’ora in avanti, chi ricevera’ un ammonimento del Questore per stalking o violenza domestica nei confronti della partner, si vedra’ recapitare anche una “ingiunzione trattamentale”, cioe’ un appuntamento gia’ fissato nella sede della Papa Giovanni XXIII (che segnalera’ chi non vi adempie) dove iniziare un percorso di “riabilitazione”.


Lo stesso che seguono oggi gia’ una decina le persone – tutte intorno ai 35 anni, lavoratori con figli – che si sono rivolti al centro in forma anonima e volontaria e sottoposti ad un percorso “psico educativo” di gruppo di sei mesi, con una psicologa ed un educatore della cooperativa con formazione specifica.


Il questore di Reggio Antonio Sbordone, commentando l’accordo, ne sottolinea l’utilita’ perche’ “bisogna assolutamente fare di piu’ contro la violenza di genere, agendo anche sul recupero degli uomini che maltrattano”. Sbordone spiega infatti senza mezzi termini che, “anche se molto e’ stato fatto per la tutela delle donne vittime di violenza, anche con leggi e strumenti appositi (come la prerogativa del questore di ammonire, ndr), mi pare che siamo ben lontani dal contrastare fortemente questo fenomeno”. Tanto che, “mentre tutti gli altri reati sono in calo, quelli di genere aumentano”.


Soprattutto, conclude il questore, “dobbiamo evitare che le donne diventino vittime due volte: della violenza prima e di una cultura becera e sessista, per cui ‘se la sono cercata’, poi”.



Nel 2019 intanto, informa il dirigente della divisione Anticrimine della Questura Francesco Panetta, la Questura ha valutato 70 casi di stalking e violenza domestica, 23 dei quali (nove in piu’ rispetto al 2018) si sono conclusi con un ammonimento del questore. Altre 18 situazioni sono invece ancora in fase di istruttoria perche’ spesso “le segnalazioni di questi reati vengono usate per fini diversi nelle cause di separazione o per l’affidamento dei figli”.


Panetta sottolinea che l’ammonimento, pur essendo un atto amministrativo, e’ uno strumento potente perche’ in casi di recidivia “consente per lo stalking di denunciare d’ufficio il responsabile per atti persecutori e di arrestare per maltrattamenti in famiglia l’ammonito per violenza domestica”. In piu’ “in caso di condanna comporta un aggravio di pena”. L’aspetto “fondamentale di questa intesa- conclude Panetta- e’ pero’ quello di congelare il tempo delle persone ammonite e inviarle ad un servizio dove incanalare la loro instabilita’ emozionale”.


Fabio Salati, presidente della Papa Giovanni, conclude: “Siamo molto soddisfatti di questo protocollo perche’, anche se le persone che accogliamo hanno chiesto loro di essere aiutate, non si puo’ lavorare da soli su un tema cosi’ complesso”.


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