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Violenza sulle donne, il prefetto: “Resta ancora molto da fare”

REGGIO EMILIA – In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 2021, il prefetto Iolanda Rolli, ha visitato lo stand che, nell’ambito della campagna nazionale della Polizia di Stato contro la violenza di genere, che veicola il messaggio “Questo non è amore”, la questura ha allestito in Piazza Prampolini.


Dopo aver espresso al questore, Giuseppe Ferrari, il proprio apprezzamento per i progetti della questura, attualmente operativi in materia di violenza di genere,  il prefetto ha affermato che  “a distanza di oltre un decennio dalla convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza nei confronti delle donne come una grave violazione dei diritti umani, molto è stato fatto, ma ancora tanto resta da fare sul fronte, per un verso, della prevenzione e del contrasto della violenza di genere, e per l’altro verso del sostegno alle vittime”.


“Dobbiamo aiutare le donne a capire, a difendersi, a chiedere aiuto e a denunciare. È necessario”, ha dichiarato, poi, il prefetto “un maggior coinvolgimento a tutti i livelli. Un omicidio non avviene mai all’improvviso ma ci sono segnali che non possono non essere colti anche in famiglia e dalle persone vicine”.


Il prefetto ha, poi, ricordato tra le iniziative della Polizia di Stato, l’importanza dell’applicazione  YouPol, che dallo scorso anno, in piena pandemia, è stata aggiornata per intercettare le richieste di aiuto delle vittime di violenza, costrette, dall’emergenza sanitaria, ad un isolamento forzato in casa.


Ora sono state inserite nuove funzionalità all’app  Youpol  che consentono l’interazione in tempo reale tra chi segnala e la sala operativa della questura. Si tratta di notevoli implementazioni dell’applicazione, quali la chat che la sala operativa ricevente può attivare con la/il segnalante e la possibilità di scambiare anche file multimediali, come immagini, video e audio. Tutto questo consente all’operatore di polizia di avere in tempo reale un quadro il più completo possibile della situazione, per interventi più tempestivi e una tutela più efficace della vittima.


Tra  le novità  dell’applicazione, uscite proprio in occasione della  Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, c’è anche la possibilità, per chi segnala, di nascondere l’attività svolta con l’app. Una funzionalità pensata principalmente per le vittime di violenza di genere, per evitare il rischio che la loro segnalazione venga scoperta da chi, come il maltrattante, controllasse lo smartphone.


Anche la funzionalità di geolocalizzazione è stata cambiata, diventando bidirezionale, nel senso che non soltanto la sala operativa, come nella precedente versione dell’app, localizza il segnalante, ma questo a sua volta può vedere qual è l’ufficio di Polizia più vicino, cliccando su “Dove siamo”.


Occorre ricordare a tutte le donne anche il numero di pubblica utilità 1522, come strumento in grado di rompere il silenzio e l’isolamento causati dalla violenza e di fornire indicazioni sui diritti e sugli strumenti e servizi di tutela che sul territorio nazionale assicurano effettivi percorsi di sostegno.


Il numero è: attivo 24 ore su 24; attivo tutti i giorni dell’anno; accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente; accessibile sia da rete fissa che mobile; disponibile via telefono e anche via chat tramite app o sul sito  www.1522.eu; disponibile in varie lingue con assoluta garanzia di anonimato.


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