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Sea Watch, capitana indagata: migranti in quattro Stati

REGGIO EMILIA – Perquisizione da parte della Guardia di Finanza a bordo della Sea Watch, ferma a mezzo miglio al largo di Lampedusa. I finanzieri sono saliti a bordo su disposizione dei pm di Agrigento e stanno notificando al comandante Carola Rackete anche l’iscrizione nel registro degli indagati.


Sulla Sea Watch “il comportamento del governo olandese é disgustoso, se ne strafregano di una nave che batte bandiera olandese. Ho scritto alla collega agli Interni del governo olandese, senza avere uno straccio di risposta”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ad Un giorno da Pecora su Rai Radio1.


Rackete è indagata per favoreggiamento e violazione dell’articolo 1099 del codice della navigazione, contestato al comandante che non obbedisca all’ordine di una nave da guerra nazionale. A Lampedusa è inoltre in arrivo il procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella che nel pomeriggio dovrebbe interrogare la comandante.


“Non ho letto i suoi commenti, non ho tempo. Ho 40 persone, più 20 di equipaggio, quindi 60 persone di cui occuparmi. Mi tengono occupata giorno e notte. Salvini si metta in fila”: ha detto la capitana della Sea Watch3, durante una diretta Skype con la sala stampa estera a chi le faceva notare che il ministro dell’Interno Matteo Salvini la considera la ‘nemica numero uno”.


Ma una svolta politica arriva dal ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che oggi rispondendo a una domanda ha detto chiarmente che la Libia non è un porto sicuro: “La definizione di porto sicuro – ha detto il ministro – viene dalle convenzioni internazionali, queste condizioni per la Libia non ci sono. Non siamo noi a dirlo. So che da questo nascono varie precisazioni di carattere mediatico su convergenze di posizioni o meno, ma è un dato di fatto del diritto internazionale”.


Intanto fonti della Farnesina confermano che Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri stati membri dell’Ue sono disponibili ad accogliere migranti imbarcati.