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Salvini decreta la fine del governo Conte: “La maggioranza non c’è più, andiamo al voto”

ROMA – Sembrava che la bufera fosse passata, ma il vicepremier ha rotto gli indugi: “La maggioranza non c’è più, andiamo al voto”, ha dichiarato. Per aprire formalmente la crisi sarà necessario “parlamentarizzare” la crisi, portando la discussione in aula. L’evoluzione di questa complessa fase politica è imprevedibile: si potrebbe andare sì ad elezioni anticipate, ma il premier Conte potrebbe anche trovare nuovi equilibri ed una nuova maggioranza. Forza Italia punta al voto così come il leader della Lega.


“Andiamo subito in parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come caso evidente dal voto sulla Tav, e sostituiamo velocemente la parola agli elettori”. Con queste parole Matteo Salvini ha liquidato il governo gialloverde al termine di un colloquio durato oltre un’ora con il premier Giuseppe Conte nel tardo pomeriggio. A Palazzo Chigi era presente anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio.


Ma già nel primo pomeriggio si era capito che soffiasse aria di bufera: “Mai chiesto né chiederemo poltrone, lontani da qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo”, si leggeva in una nota della Lega: “C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5stelle ci sono visioni differenti. Il voto di ieri sulla Tav ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione… L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni”.


In mattinata il premier Conte era salito al Quirinale per un colloquio con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui è stato fatto il punto della situazione.


Il Pd (ha parlato Emanuele Fiano) e Fi sono per andare al voto in ottobre in modo da avere un nuovo esecutivo in novembre.


Adesso bisognerà gestire la crisi e fissare tappe precise per limitare i danni all’Italia. Già oggi lo spread Btp/Bund era salito a 210 punti.


Resta in sospeso la nomina del Commissario Europeo, che il premier Conte avrebbe dovuto affrontare a breve ma che rischia di saltare in caso di crisi. Da sottolineare che la Lega e il M5s hanno due linee completamente diverse in Europa: il Movimento 5 stelle ha votato Ursula von der Leyen come nuova presidente della Commissione Europea, mentre i leghisti erano fortemente contrari.


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