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Rosati: “Fiere, diamo tempo agli organizzatori”

REGGIO EMILIA – “Facendo una stima approssimativa, in quarant’anni abbiamo portato a Reggio Emilia almeno un milione di visitatori. Abbiamo contribuito a diffondere il nome e le eccellenze della nostra città in tutto il mondo, portando milioni di euro di indotto, con conseguenti posti di lavoro, ad alberghi, ristoranti, bar, meccanici, grafici, allestitori, fotografi, giornali e TV”.


A parlare è Maiko Rosati, presidente del Camer Club, che dal 1980 organizza la Mostra Scambio di auto e moto d’epoca di Reggio Emilia, una delle più importanti a livello europeo e mondiale. La cui quarantesima edizione dovrebbe tenersi il prossimo 4 e 5 aprile, alle Fiere di Reggio Emilia. Con la vendita all’asta del quartiere fieristico reggiano, il Camer Club è al momento senza interlocutori e non ha certezza di cosa succederà alla sua manifestazione in programma tra poco più di 100 giorni.


Continua Rosati: “Senza dimenticare l’indotto per il Comune, attraverso la cartellonistica. Insomma, abbiamo rappresentato una percentuale non irrilevante dell’economia reggiana. Aggiungendo anche le decine di migliaia di euro che ogni anno devolviamo in beneficenza. Un risultato notevole per un Club come il nostro, che non è un’azienda con fini di lucro”.


Fa presente il presidente del Camer Club: “Abbiamo incontrato diverse volte le istituzioni nei mesi scorsi e abbiamo fatto partire la campagna pubblicitaria per la Mostra Scambio del 2020 a Reggio Emilia. Abbiamo bisogno di un interlocutore in grado di dare una risposta a tutti i nostri interrogativi. Abbiamo 1.600 espositori che aspettano di capire dove la Mostra Scambio si terrà. Sponsor, sostenitori, visitatori, senza dimenticare i fornitori, i soci, i volontari che ci danno un aiuto fondamentale a realizzare la manifestazione: non hanno la minima idea di cosa li aspetta. E nella nostra situazione immagino saranno anche gli altri organizzatori delle mostre storiche del quartiere reggiano”.


Conclude Rosati: “La nostra speranza è che l’ipotesi, che abbiamo letto sui media, e sostenuta anche dall’architetto Mauro Severi, ex presidente di Unindustria, di mantenere l’attività fieristica attiva nei prossimi due anni, in attesa di trovare una soluzione alternativa, si concretizzi. Anzi siamo disponibili ad incontrare al più presto la proprietà per portare il nostro contributo a questo progetto che ci consentirebbe di salvare una manifestazione profondamente radicata a Reggio Emilia con visitatori da tutto il mondo”.


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