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Reggio, la Cgil: realtà economica forte, ma ristagna

REGGIO EMILIA – Una realta’ “forte”, ma segnata da una serie di criticita’ “strutturali”. E’ dunque in chiaroscuro il quadro della situazione economica e del lavoro in provincia di Reggio Emilia, descritto nel rapporto annuale Ires curato dalla Camera del lavoro provinciale. In sostanza l’economia reggiana – i dati si riferiscono al 2018 – resiste ma ristagna, con un tasso di crescita dell’1,1% l’anno scorso e atteso nel 2019 dello 0,1%, che confermerebbe per il terzo anno consecutivo la performance piu’ bassa rispetto alle economie delle citta’ limitrofe. Inoltre, avendo nell’export la sua “locomotiva”, il mercato reggiano risente piu’ di altri degli andamenti di quelli internazionali.


Infine, evidenzia l’analisi, al 31 dicembre 2018 si e’ registrato un nuovo calo del numero di aziende dello 0,5% che porta a 4846 il totale di quelle che hanno chiuso i battenti in provincia dal 2008, anno di riferimento della crisi (in percentuale si tratta del 9% delle imprese attive). Nel frattempo, complice anche la “fuga” degli ultimi anni dei migranti, la popolazione reggiana invecchia, sottraendo al mercato del lavoro importanti fette delle classi di eta’ piu’ ricercate.


Le dinamiche occupazionali hanno dato invece nel 2018 segnali di ripresa (con un tasso di disoccupazione tra i piu’ bassi in Italia), ma la Cgil evidenzia da un lato che “non sia stato ancora recuperato il totale delle unita’ lavoro raggiunto nel 2008”, dall’altro che i maggiori avviamenti al lavoro, per quanto positivi, risentono di “minori condizioni di stabilizzazione e maggiore precarieta’”. Capitolo a parte riguarda poi l’analisi della situazione dei giovani nel mercato del lavoro, che il rapporto Ires analizza attraverso l’indicatore della “mancata partecipazione al lavoro”.


Un fattore che aggiunge ai disoccupati anche coloro che, pur non ricercando attivamente un lavoro, sarebbero disponibili a lavorare a determinate condizioni. Questo tasso e’ sceso nel 2018 all’8,7%, migliorando rispetto alla media degli ultimi 3 anni quando era dell’11%. Il 18,3% dei giovani dai 15 ai 24 anni pero’, si trova in condizione di aspirare ad un lavoro senza trovarlo. Unico dato positivo senza sbavature e’ quello sulle retribuzioni, che per i reggiani sono superiori alla media regionale, a parita’ di lavoro, del 6,6% parlando di quella procapite e del 3% di quella oraria.


“Il 2019 sara’ molto da monitorare- avvisa il segretario della Cgil reggiana Ivano Bosco- perche’ le prime impressioni non sono positive. E sicuramente anche le politiche nazionali finora messe in campo non sono indifferenti all’andamento”.