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Reggio Emilia, una settimana fa l’omicidio di Hui Zhou: il suo assassino è ancora a piede libero

REGGIO EMILIA – Una settimana. Tanto è passato dall’efferato omicidio di Stefania, come la chiamavano tutti. L’unico “errore” di Hui Zhou, massacrata a coltellate e morta a soli 25 anni all’interno del suo bar (il Moulin Rouge di via XX Settembre), è stato quello di aver incrociato la strada del suo assassino.
Per gli inquirenti il suo nome è Hicham Boukssid, 34 anni, irregolare con due decreti di espulsione sulle spalle, non sempre stabile psicologicamente a detta degli stessi parenti più stretti, che anche nell’aprile scorso lo portarono al pronto soccorso dopo l’ennesima sfuriata. Dicono che fosse innamorato di quella ragazza da due anni, ma l’amore non c’entra. Ossessione forse è la parola giusta, ma occorrerà attendere ancora per avere certezze. Già, perché a una settimana da quel delitto Hicham è ancora a piede libero. Un fantasma. Ne è stata diffusa la fotografia, è stato dichiarato latitante, è stato cercato in lungo e in largo, ma non si trova come non si trova il coltello utilizzato. Potrebbe averlo ancora con sé.

L’ultimo avvistamento reale risale a venerdì pomeriggio, alle 18, nel boschetto in fondo a via Giglioli Valle, a nord della città dove si incrociano Crostolo, tangenziale e la ferrovia Milano-Bologna, non lontanod al bar teatro dell’omicidio. Era a pochi metri dagli agenti, ma in posizione di vantaggio, ed è riuscito a scappare. Era scalzo, perché nella fuga ha abbandonato le scarpe e anche alcuni vestiti. Il suo nascondiglio è stato affidato al fiuto dei cani molecolari, nel tentativo di acciuffarlo. Ma non è bastato. Non è servito nemmeno trovare un secondo giaciglio di fortuna nella notte tra il 10 e l’11 agosto, sempre lungo i binari della Milano-Bologna, non lontano dal primo nascondiglio, dato non confermato ufficialmente dagli inquirenti ma riferito a Reggionline da fonti investigative affidabili.

Dove è finito Hicham? Chi lo sta proteggendo o aiutando? Non ha soldi né cibo né acqua, non ha scarpe né vestiti di ricambio. Ma è passato troppo tempo per pensare che sia ancora così. Gli inquirenti hanno anche convocato una conferenza stampa per lanciare un messaggio preciso ad eventuali fiancheggiatori: chiunque aiuterà il fuggitivo, sarà arrestato. Finora non è bastato.

In una settimana potrebbe essere arrivato ovunque, ecco perché le indagini sono state estese anche al Marocco, qualora Hicham decidesse di tornare a casa dalla madre. La foto segnaletica è stata spedita a tutti i posti di frontiera, ma basta poco per camuffarsi: un cappellino, la barba lunga di una settimana. Resta un dato. Fino almeno alle prime ore di domenica 11 agosto il 34enne è rimasto a Reggio, nemmeno tanto lontano dal luogo del delitto.

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