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Reggio Emilia, il bilancio della Guardia di finanza: dai reati finanziari al Covid19

REGGIO EMILIA – Nel corso del 2019 la Gdf ha eseguito in totale 4.800 interventi operativi e circa 750 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale.

Lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali

Oltre 250 indagini di polizia giudiziaria sono state svolte per accertare i reati tributari, dei quali ben due terzi hanno riguardato il fenomeno della fatturazione per operazioni inesistenti. Sono stati proposti alla magistratura sequestri patrimoniali per reati fiscali per oltre 100 milioni di euro, corrispondenti all’imposta evasa, di cui quasi la metà ha riguardato l’Iva.
In materia di imposte dirette è stata constatata una base imponibile netta sottratta a tassazione pari a circa 338 milioni di euro, con conseguente formulazione di rilievi in tema di Irap per oltre 265 milioni di euro.
Per quanto attiene all’evasione fiscale internazionale la base imponibile netta che si è tentato di sottrarre al Fisco è stata superiore ai 37 milioni di euro.
Il numero di contribuenti sottoposti ad indagini finanziarie è stato pari a 56, con maggiori imponibili scoperti per oltre 237 milioni di euro. Nel 2019 sono stati scoperti 127 lavoratori in nero/irregolari e verbalizzati 30 datori di lavoro per l’utilizzo della manodopera irregolare, mentre in materia di sommerso d’azienda sono stati individuati 91 evasori totali.
Nel settore dei giochi e delle scommesse sono stati svolti 27 interventi ispettivi, di cui 6 si sono conclusi con la denuncia dei titolari degli esercizi, essendo state accertate violazioni penalmente rilevanti.

Illeciti nel settore della spesa pubblica

Sono stati 90 gli interventi complessivamente eseguiti. In particolare, le Fiamme Gialle reggiane hanno segnalato alla magistratura contabile danni erariali per circa 1,6 milioni di euro, mentre in materia di incentivi alle imprese e altre uscite nazionali e locali sono stati controllati contributi per 1 milione di euro, dei quali quasi 750 mila euro sono risultati indebitamente percepiti.

Criminalità economico-finanziaria, anche organizzata

Nel 2019 46 soggetti sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali, mediante il sistematico ricorso alle alternative misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia, con complessive proposte di sequestro per oltre 10 milioni di euro. Intenso è risultato anche lo sforzo profuso per lo svolgimento dell’attività di prevenzione antimafia su richiesta della Prefettura di Reggio Emilia, che si è tradotto in 1.141 accertamenti. In materia di repressione del riciclaggio di capitali illeciti sono stati denunciati 6 soggetti per le ipotesi di riciclaggio, reimpiego e autoriciclaggio; sono stati eseguiti, altresì, 36 controlli ai money transfer, anche su attivazione del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, mentre sul versante della disciplina antiriciclaggio sono state approfondite, sul piano investigativo, oltre 200 segnalazioni per operazioni sospette, con presenza di alti profili di rischio soggettivi ed oggettivi nel 66% dei casi analizzati. In dettaglio, nell’ambito dell’operazione Billions è stato individuato un sodalizio criminale resosi responsabile dell’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 20 milioni di euro, utilizzate da imprese con sede sull’intero territorio nazionale, all’esito della quale sono stati deferiti 60 soggetti per associazione per delinquere, reati tributari, riciclaggio, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
L’attività svolta per la repressione dei reati fallimentari ha portato nel 2019 alla denuncia di 12 soggetti, a fronte di distrazioni e sottrazioni di beni e disponibilità finanziarie dall’attivo fallimentare per oltre 42 milioni di euro.

Le operazioni nel periodo di emergenza Covid19

Il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che attualmente destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche online, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche e frodi nelle pubbliche forniture. Nell’ambito dell’articolato dispositivo attuato tramite il coordinamento della Prefettura, le Fiamme Gialle hanno contribuito anche ai servizi di controllo del territorio, in concorso con le altre Forze di Polizia, per vigilare sul rispetto delle misure di contenimento del contagio. L’attività svolta ha riguardato sia il monitoraggio degli spostamenti delle persone sul territorio, sia il rispetto delle limitazioni imposte agli operatori economici obbligati alla sospensione temporanea della propria attività di impresa. Complessivamente sono stati controllati, nella cosiddetta fase 1 dell’emergenza sanitaria, circa 40 mila esercizi commerciali e 1.800 persone su tutto il territorio provinciale, monitorando, altresì, le aree in prossimità dei supermercati e delle farmacie, al fine di prevenire ogni eventuale forma di approvvigionamento doloso dei beni di prima necessità da parte dei consumatori.

Assidua e intensa è stata anche la collaborazione assicurata alla locale Prefettura, per gli approfondimenti istruttori in relazione alle comunicazioni e alle richieste di autorizzazione inoltrate dalle aziende per poter proseguire la propria attività economica, funzionale a garantire la continuità delle filiere, dei servizi essenziali e dei servizi di pubblica utilità ovvero di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

Nell’ambito di distinte operazioni di servizio sono state sottoposte a sequestro 50 mila mascherine di tipo chirurgico e oltre 60 mila mascherine di tipo FFP2 nonché 300 visiere protettive facciali, illecitamente immesse sul mercato, denunciando 11 soggetti per frode nell’esercizio del commercio.

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