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Migranti, accordo per tutelare lavoratori coop sociali

REGGIO EMILIA – Vigilanza per evitare che si insinuino nel territorio soggetti disposti a fornire, per il loro tornaconto, una “pessima accoglienza” ai migranti. Poi sinergie con gli enti locali contro il rischio che da un modello di ospitalita’ diffusa e sostenibile nei Comuni si passi “a forme di concentrazione in grandi strutture fuori controllo”. E, infine, attivazione di concerto con le istituzioni competenti di strumenti d’emergenza a sostegno dei lavoratori delle coop sociali che, se non sara’ possibile la prosecuzione del servizio di accoglienza straordinaria, non potrebbero essere riassorbiti in altre attivita’ delle imprese.


Sono le azioni condivise da Cgil, Cisl e Uil e Confcooperative, nel primo confronto avuto sul tema dei percorsi di integrazione dei richiedenti asilo a Reggio Emilia, che tra un mese cambieranno radicalmente. Le due reti di cooperative sociali che dal 2014 hanno gestito l’accoglienza dei rifugiati, hanno infatti disertato la gara indetta dalla Prefettura nelle scorse settimane, contestando i criteri imposti dal bando ministeriale.


Che, secondo le coop, “annulla ogni principio di reale accoglienza e integrazione” e comporta “rischi per le comunita’ nel momento in cui non prevede alcun servizio ai richiedenti asilo che vada oltre il vitto e l’alloggio (con un sostanziale abbandono di tutti i percorsi che hanno consentito di accogliere nel territorio circa 3.000 rifugiati)”. Oltre a “mortificare la funzione e le competenze dalla cooperazione sociale” ed apparire “economicamente insostenibile, non riconoscendo i costi legati alla sicurezza dei lavoratori e alle manutenzioni degli alloggi”.


Ora pero’ “a fronte di una scelta legittima e condivisibile – dicono sindacati e Confcooperative – occorre un impegno straordinario e congiunto da parte dei diversi soggetti pubblici e privati su alcuni obiettivi che hanno a che vedere con gli interessi delle comunita’ locali e dei lavoratori, esposti al rischio di una mancata prosecuzione dell’attivita’ all’interno delle cooperative d’accoglienza”. A questo proposito Cgil, Cisl e Uil sono in attesa di un incontro con il prefetto, il presidente della Provincia e il Coordinatore dell’Anci – l’associazione dei Comuni – di Reggio Emilia.