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L’alfabeto della Pallacanestro Reggiana dalla A alla Z

REGGIO EMILIA – A bocce ferme e dopo il pagellone di fine stagione, ecco il tradizionale alfabeto biancorosso dalla A alla Z.

A come Amico immaginario: quello che è stato per noi Darel Poirier. Salvatore della squadra, leader, appunto, nella nostra immaginazione.

B come Butterfield: real estate. Meglio di Immo e di Roberto Carlino per non vendere sogni, ma solide realtà.

C come Cagnardi: un pensiero a Devis non può né deve mancare.

D come Darius: in riva al Crostolo questo nome porta bene. Nel passato prossimo era Lavrinovic, in questo stagione Johnson-Odom. Pensiamoci per i prossimi ingaggi.

E come E vissero tutti felici e contenti: dopo la partita a Pesaro, con la vittoria è arrivata anche la matematicca certezza di restare in massima serie.

F come Fip: il suo massimo esponente ha detto che “il campionato è stato regolarissimo”. Non ha specificato di quale anno però…

G come Gerasimenko: Landi cerca un partner per il futuro? Non dategli il suo nome, per favore.

H come Hai visto chi è il nuovo allenatore?: no, però lo stiamo già aspettando.

I come Incursione negli spogliatoi: Come non ricordare ciò che accadde alla fine della gara con Pistoia. Evento eccezionale a Reggio Emilia, come il rodio, metallo estremamente raro.

L come Leader cercasi: poteva essere Ledo, poteva essere Rivers, alla fine lo si è trovato: Johnson-Odom. Efficacie nelle ultime 7 giornate: oltre 21 punti di media partita e tanta stamina.

M come Mapei: in tanti vorrebbero accostato il colosso di Squinzi alle sorti del basket reggiano. Intanto, si potrebbe iniziare a fargli posare un nuovo parquet, almeno come utilizzo del collante.

N come Non si poteva fare meglio?: diciamo di sì, viste le tante scelte fatte e non fatte che hanno portato a un turbinio di errori evitabili.

O come Obiettivi: per il prossimo anno la PR dovrà averne di chiari e ben definiti, magari partendo da un 6+6 fin dall’inizio. Sempre che Landi sia d’accordo…

P come Pillastrini: anche se con qualche difficoltà, il buon “Pilla” ha fatto il suo dovere, cioè raddrizzare una barca che stava affondando. Una cena pagata.

Q come Quanto abbiamo rischiato?: la risposta è tanto ma, come dice Vasco, “eh già”, siamo ancora qua.

R come Rapahel Gaspardo: potrebbe essere il giocatore simbolo dell’annata. Infortunato in ritiro, ha faticato, giocato male e con poca personalità, per poi risorgere nelle ultime gare decisive. Speriamo che da agosto riparta alla grande.

S come Stefano Landi: o come Santo Subito, o come Speriamo non lasci il basket.

T come Tutto il palazzo: quest’anno, nonostante la stagione, c’è stata la media più alta di spettatori nella storia della Pallacanestro Reggiana. Se questo non è amore…

U come Una rarità: sono gli italiani di alto livello a disposizione per il mercato. Meglio per la prossima stagione far crescere i nostri, affiancandoli a stranieri di qualità.

V come Viavai di stranieri: neanche nella stagione 2006-07, culminata nella retrocessione, ne passarono così tanti da Reggio. Tredici speriamo rimanga il record imbattuto e imbattibile.

Z come Zorro: per alcune settimane abbiamo temuto che fosse l’unico a poter salvare la Pallacanestro Reggiana dalla retrocessione.

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