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Inchiesta Minori, Bargi (Lega) chiede inchiesta regionale

BIBBIANO (REGGIO EMILIA) – A quella di una commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di affidamento dei minori (invocata anche a Bibbiano da Giorgia Meloni), la Lega dell’Emilia-Romagna aggiunge la richiesta di una commissione anche regionale, composta da esponenti di tutte le forze politiche. L’istanza formale l’ha presentata il capogruppo del Carroccio Stefano Bargi, dopo l’inchiesta con 29 persone indagate scoppiata in provincia di Reggio. In cui, secondo Bargi, “ad emergere innegabilmente è stato anche il legame strettissimo tra i soggetti accusati di reati gravissimi e un sistema politico amministrativo che ha come referente pressoché unico il Partito democratico e i suoi rappresentanti istituzionali a livello locale”. Tuttavia, prosegue il leghista, “a fronte di questa evidenza i rappresentanti del Partito democratico a vari livelli hanno tentato di sfuggire a più riprese ad una assunzione di responsabilità in termini politici dell’impostazione evidentemente errata del sistema affidi che ha consentito la generazione di tali mostruosita’”. Ed anzi “le opposizioni, legittimamente preoccupate per la gravissima vicenda e alla ricerca di chiarezza sono state accusate di strumentalizzazione di linciaggio”. Considerate poi le analogie tra l’inchiesta reggiana e quella di qualche anno fa nella bassa modenese, si profila per il consigliere regionale “l’ennesima manifestazione di un quadro contaminato del sistema socioeducativo e di tutela minorile della nostra regione”.


Quindi “e’ necessario analizzare la vicenda nel suo complesso e fare luce sui meccanismo che hanno consentito il suo svolgimento in maniera non solo accurata ma anche assolutamente trasparente e garantendo la completa neutralita’ politica”. Per Bargi, la commissione dovra’ essere formata “da rappresentanti di tutte le forze politiche e non solo del Pd che risulta, nei fatti, il partito piu’ politicamente toccato dalla vicenda per gli stretti legami tra le istituzioni coinvolte, le amministrazioni e la politica locale”.


La costituzione in tempi brevi dell’organo di indagine e’ caldeggiata anche da Tullia Bevilacqua, segretario generale Emilia-Romagna del sindacato Ugl, che dice: “Tocca sempre agli amministratori pubblici vigilare sulla corretta applicazione delle norme e la condotta nell’espletamento delle mansioni dei lavoratori. Il caso Bibbiano dimostra quantomeno che questa catena virtuosa si sia spezzata”. Per l’Ugl, inoltre, “in attesa che la giustizia faccia il suo corso e le responsabilita’ dei singoli vengano accertate e’ essenziale gia’ fin d’ora che in tutta l’Emilia-Romagna, non soltanto in provincia di Reggio Emilia, il mondo politico e le parti sociali, con il coinvolgimento dei sindacati, concorrano alla creazione di una fase straordinaria di verifica e controllo delle regole sugli appalti e sull’affidamento delle attivita’ di gestione dei servizi, in particolare quelli rivolti ai soggetti piu’ deboli della societa’ (anziani, minori, malati, handicappati) per sgombrare il campo da ogni opacita’”.

La deputata Ylenia Lucaselli di Fratelli d’Italia, presente ieri al sit in di Bibbiano, commenta: “Sconcerta che oggi il Pd, cosi’ solerte a salire sulle navi ong, non sia in piazza a sostenere una popolazione locale ferita”.