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Il bilancio sugli affidi del Tribunale dei Minori di Bologna. VIDEO

REGGIO EMILIA – Cinque giudici e un gruppo di assistenti sociali al lavoro per due mesi, luglio e agosto. Cento, esatti, fascicoli vagliati: relazioni che terminavano con richieste di allontanamento di minori da parte dei servizi sociali relative agli ultimi due anni di lavoro della squadra della Val d’Enza guidata dalla responsabile dell’area minori Federica Anghinolfi ora sotto indagine. Ce ne sono altri venti, da controllare, di questi fascicoli, intanto però emerge un bilancio quasi definitivo del lavoro voluto dal presidente del tribunale dei minori di Bologna Giuseppe Spadaro: su 100 richieste di allontanamento, 85 non sono state accolte dai giudici minorili. Delle 15 accolte, per 8 non è stato fatto appello, per le altre 7 l’appello ha confermato la prima decisione. Per la squadra che ha provveduto al controllo, tra questi 15 casi non sono emerse irregolarità. Se invece irregolarità dovessero emergere, è chiaro che la parola spetterebbe alla procura, procura che ha – questa è l’accusa – rilevato anomalie in alcuni fascicoli le cui relazioni sarebbero state artefatte ad hoc da operatori sociali ora sotto inchiesta. E questo è l’assunto dell’indagine Angeli&Demoni.
Intanto proseguono i lavori della commissione speciale d’inchiesta sul sistema di tutela dei minori in Emilia Romagna. In audizione, tra gli altri, l’avvocato esperto di famiglia Salvatore Di Grazia, che rispondendo alle richieste di chiarimenti dei rappresentanti politici ha detto come esista un ‘rapporto simbiotico dei giudici con i servizi sociali. “Non c’è un vero confronto, il sistema è sbilanciato, non sempre le parti coinvolte vengono ascoltate”, ha aggiunto il giurista.

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