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Frode fiscale, ben 315 denunce: un mare di fatture fasulle

REGGIO EMILIA – Scoperti 89 evasori totali, principalmente nel settore del commercio e dell’edilizia, che hanno sottratto al fisco, complessivamente, 161 milioni di euro. Denunciate 315 persone, di cui 4 arrestate per violazioni penali tributarie. In particolare, in tale ambito, è stato accertato come il ricorso alle fatture per operazioni inesistenti rappresenti uno strumento di frode molto diffuso nella nostra provincia, tanto da pervenire alla constatazione di fatture per operazioni inesistenti utilizzate per un valore complessivo di oltre 46 milioni di euro.


E’ il consuntivo dell’anno 2018 della Finanza che è stato fornito oggi nella caserma dove si è celebrato il 245esimo anniversario della fondazione del Corpo dove il comandante provinciale, il colonnello Roberto Piccinini, ha tracciato il bilancio di consuntivo dell’anno 2018, nonché dei primi 5 mesi del 2019 e per dettare le linee programmatiche per la seconda parte dell’anno in corso. Sono state, quindi, consegnate alcune ricompense di ordine morale a 21 Finanzieri distintisi in operazioni di servizio per lodevole comportamento e particolare rendimento.


Lotta all’evasione, all’elusione ed alle frodi fiscali

Il contrasto alle frodi fiscali ed all’economia sommersa costituisce obiettivo prioritario del Corpo e viene attuato calibrando l’azione di servizio sulla base dell’analisi della realtà economica locale, ricorrendo sia all’esecuzione di attività ispettive di natura amministrativa (“verifiche” e “controlli”) che ad indagini di polizia giudiziaria. Sono stati scoperti 89 evasori totali, principalmente nei settori del commercio e dell’edilizia.


Non si tratta di piccoli operatori economici marginali che operano per “spirito di sopravvivenza”, ma di soggetti economici cui fanno capo considerevoli volumi d’affari, tanto da realizzare basi imponibili sottratte a tassazione per complessivi 161 milioni di euro.


Sono state denunciate 315 persone (di cui 4 arrestate) per violazioni penali tributarie, inerenti principalmente l’emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, l’omessa o infedele dichiarazione di redditi e l’occultamento e/o distruzione di documentazione contabile. In tale ambito è stato accertato come il ricorso alle fatture per operazioni inesistenti rappresenti uno strumento di frode molto diffuso nella provincia di Reggio Emilia, tanto da pervenire alla constatazione di fatture per operazioni inesistenti utilizzate per un valore complessivo di oltre 46 milioni di euro, al fine di abbattere indebitamente basi imponibili da sottoporre a tassazione, mentre ammontano ad oltre 113 milioni di euro quelle emesse.


Sono state sviluppate 5 attività ispettive in materia di “evasione fiscale internazionale”, perpetrata mediante il ricorso al transfer pricing (meccanismo che consente a società di delocalizzare redditi, altrimenti imponibili sul territorio nazionale, in capo a soggetti rientranti nel medesimo gruppo societario, ma ubicati in paesi esteri a fiscalità più conveniente), nonché tramite irregolare gestione fiscale di royalties corrisposte da società estere.


Emblematica l’operazione “Mail boxes” conclusa nell’ottobre 2018 con la denuncia di 12 soggetti, i quali, grazie anche alla consulenza di professionisti compiacenti, hanno costituito nuove società trasferendole nel Delaware (U.S.A.) e in Inghilterra ed intestandone la proprietà a soggetti giuridici aventi a loro volta sede all’estero, addirittura presso semplici mail boxes. Con questo sistema si è sottratta a tassazione una base imponibile di circa 70 milioni di euro ai fini dell’imposizione diretta e oltre a circa 13 milioni di euro di Iva. L’Autorità giudiziaria ha disposto il sequestro di circa 30 milioni di euro in beni riferibili agli indagati i quali, tra l’altro, gestivano le società neo-costituite direttamente “on line”.


Sono state complessivamente eseguite: 164 indagini di polizia giudiziaria in materia di reati tributari (su un totale di 466 indagini di p.g.); 599 interventi ispettivi (tra verifiche e controlli fiscali) ai fini II.DD., IVA ed altri tributi; 4.001 controlli strumentali: n. 3.193 in materia di scontrini / ricevute fiscali (di cui il 14,56% con esito irregolare) e n. 808 sul trasporto delle merci.


Conseguentemente all’attività di verifica fiscale, sono state avanzate alla competente Autorità Giudiziaria proposte di sequestri preventivi finalizzati alla successiva confisca per valore equivalente di beni per oltre 132 milioni di euro. Inoltre, sono stati individuati 38 lavoratori irregolari e 25 datori di lavoro verbalizzati per impiego di manodopera irregolare.


Contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e all’illegalità nella Pubblica Amministrazione

L’attività operativa in questo sensibile comparto si estrinseca nel monitoraggio dei flussi di spesa originati dai contributi alle imprese, di origine nazionale o comunitaria, dai finanziamenti del servizio sanitario nazionale, nonché dalle risorse movimentate per i pubblici appalti e dal sistema previdenziale nazionale. In tale contesto, i danni erariali accertati a seguito di interventi per ipotesi di irregolare gestione, impiego e percezione di risorse finanziarie di natura pubblica ammontano complessivamente a oltre 22 milioni di euro.


Una recente operazione di servizio (quella che vede indagate 15 persone, fra cui molti dirigenti comunali), tuttora in corso nell’ambito di indagini delegate di p.g., ha per oggetto indagini su rilevanti appalti del Comune di Reggio e nei cui ambiti le indagini sinora espletate hanno fatto emergere qualificati indizi di irregolarità nelle procedure di affidamento dei lavori o dei servizi.


Contrasto alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria

L’impegno operativo è stato indirizzato all’individuazione ed aggressione sistematica dei patrimoni illecitamente accumulati dai soggetti direttamente o indirettamente (tramite prestanome) riconducibili all’area della criminalità organizzata. Strettamente connessa e complementare è l’attività ispettiva svolta nel più ampio settore del mercato dei capitali, a contrasto dei fenomeni di “usura”, “riciclaggio”, “trasferimento fraudolento di valori” e “falso nummario”.


Gli interventi sono stati sviluppati attraverso mirate indagini di polizia giudiziaria, ispezioni antiriciclaggio effettuate nei confronti degli intermediari finanziari abilitati e con lo sviluppo di segnalazioni di operazioni sospette pervenute dagli operatori qualificati: sono state approfondite 301 segnalazioni della specie (alcune anche con risvolti penali) ed effettuate 4 attività ispettive antiriciclaggio nei confronti di altrettanti intermediari finanziari.


Sono stati altresì effettuati mirati interventi a contrasto del falso monetario che si sono conclusi con ritiro dalla circolazione di n. 1.110 banconote false (di cui il 46% costituito da tagli da 20 € ed il 36% da tagli di 50 €), per un valore di oltre € 47.000.


L’attività svolta in materia di reati fallimentari ha portato alla denuncia di 45 responsabili di bancarotta fraudolenta patrimoniale e/o documentale, accertando una sottrazione di beni all’attivo fallimentare per oltre 55 milioni di euro, nonché alla proposta di sequestro di beni per oltre 41 milioni di euro.


Sono pervenute dall’Autorità giudiziaria 111 deleghe di indagine per reati fallimentari e ne sono state evase 76. Eseguiti accertamenti patrimoniali nei confronti dei soggetti che presentavano una sperequazione tra redditi dichiarati e patrimonio posseduto: ai sensi della normativa antimafia, sono state analizzate le posizioni patrimoniali di 109 soggetti (61 persone fisiche e 48 persone giuridiche), avanzando proposte di sequestro alla competente Autorità giudiziaria per oltre 9 milioni di euro ed operando confische per oltre 21 milioni di euro.


Tutela dei diritti di proprietà e dei consumatori

L’impegno delle Fiamme Gialle reggiane si sostanzia anche nelle attività poste a tutela dei diritti di proprietà intellettuale ed industriale nonché dei marchi e brevetti, a garanzia del regolare funzionamento dei mercati di beni e servizi, della conformità dei prodotti e dei diritti del consumatore finale. Gli interventi effettuati a contrasto della “pirateria audiovisiva e dei marchi contraffatti”, nonché a tutela della “sicurezza prodotti” hanno portato alla denuncia di 37 soggetti, nonché al sequestro di circa 40.000 articoli, tra capi ed accessori per l’abbigliamento, prodotti elettronici e giocattoli.


Controllo economico del territorio e servizio di pubblica utilità “117”

Il controllo economico del territorio, fondamentale per il monitoraggio delle dinamiche locali e l’acquisizione di input investigativi, viene attuato mediante costante presenza dei militari sul territorio provinciale: sono state impiegate oltre 2.000 pattuglie. La prossimità ai cittadini è stata assicurata oltre che dalle pattuglie presenti sul territorio, provinciale anche dal numero di pubblica utilità “117”.


Si tratta di attività finalizzate, nel loro complesso, non solo al ripristino della legalità ed al recupero di quanto sottratto a tassazione, ma anche alla tutela delle imprese che operano nella legalità e devono subire la concorrenza sleale di chi si sottrae agli obblighi fiscali e contributivi.


Encomi solenni

Operazione del Nucleo P.E.F. di Reggio Emilia, svolta in collaborazione con il Nucleo P.E.F. di Bologna, nei confronti di un’associazione criminale dedita alla commissione di frodi all’iva e truffe ai danni dello Stato, conclusasi con la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 110 soggetti, l’accertamento di condotte distrattive per 12 milioni di euro, il sequestro di disponibilità patrimoniali per oltre 25 milioni di euro e l’individuazione di circa 900 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti.


Per tale operazione hanno ricevuto un encomio solenne i sottoelencati militari: Tenente Colonnello Lello Pisani, Maggiore Mario Segreto Luogotenente C.S. Bruno Pera, Luogotenente C.S. Francesco Anzivino e Luogotenente Carlo Romano. Hanno ricevuto un encomio semplice i sottoelencati militari: Maresciallo Aiutante Gianpiero Giancarlo e Maresciallo Aiutante Roberto Sciascera.


Operazione del Nucleo P.E.F. di Reggio Emilia all’esito della quale venivano sottoposti a sequestro beni per circa 21 milioni di euro e deferiti all’Autorità Giudiziaria 10 soggetti, uno dei quali colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, per reati di usura, frode fiscale, abusiva attività finanziaria, ricettazione e intestazione fittizia di beni. Gli accertamenti consentivano altresì di segnalare agli uffici finanziari elementi positivi di reddito per circa 10 milioni di euro e violazioni all’I.V.A. per oltre 4 milioni di euro. Le investigazioni portavano anche all’esecuzione di una misura di prevenzione patrimoniale con il sequestro di immobili di pregio, autovetture di lusso, gioielli, orologi di valore e quadri d’autore per un valore pari a 21 milioni di euro. Sono stati altresì segnalati agli uffici finanziari elementi positivi di reddito per circa 10 milioni di euro e violazioni all’I.V.A. per oltre 4 milioni di euro, derivanti da attività economica condotta in evasione fiscale.


Per tale operazione hanno ricevuto un encomio solenne i sottoelencati militari: Tenente Colonnello Lello Pisani, Maggiore Mario Segreto, Luogotenente C.S. Bruno Pera, Maresciallo Aiutante Gianpiero Giancarlo, Maresciallo Aiutante Andrea Moscetta e Maresciallo Capo Vincenzo Falso.


Hanno ricevuto un encomio semplice i sottoelencati militari: Maresciallo Capo Gaetano Randisi, Maresciallo Ordinario Marco Montemurro, Maresciallo Ordinario Martina Maria Petrella, Brigadiere Capo Vincenzo Ballistri, Vicebrigadiere Giovanni Nobile, Appuntato Scelto Riccardo Falcetta, Appuntato Scelto Pierluigi Orlando e Finanziere Scelto Felice Capone.


Operazione del Nucleo P.E.F. nei confronti di 4 società e 3 persone fisiche coinvolte in un caso di evasione fiscale di ingente entità. L’operazione permetteva di delineare la sussistenza di un sodalizio criminale dedito alle frodi fiscali mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e di constatare, complessivamente, materia imponibile per oltre 105 milioni di euro, ritenute operate e non versate per oltre un milione di euro, violazioni all’I.V.A. per circa 20 milioni di euro, illecite compensazioni di debiti tributari per oltre 3 milioni di euro, contributi previdenziali non versati per circa 1,5 milioni di euro, nonché di deferire alla competente Autorità Giudiziaria 4 persone per reati tributari di cui Decreto Legislativo 74 del 2000.


Per tale operazione hanno ricevuto un encomio semplice i sottoelencati militari: Tenente Colonnello Lello Pisani, Maggiore Mario Segreto, Luogotenente C.S. Bruno Pera, Luogotenente Carlo Romano, Maresciallo Aiutante Roberto Sciacera, Maresciallo Antonio Di Lorenzo e Maresciallo Fabio Del Vecchio.


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