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Fondazione Manodori, il bilancio di 10 anni di presidenza Borghi. VIDEO

REGGIO EMILIA – Nei giorni scorsi Gianni Borghi, dopo 10 anni alla guida della Fondazione Manodori, ha passato il testimone a Romano Sassatelli. Quale bilancio si può fare della presidenza di Borghi, iniziata nell’estate del 2009? Che differenza c’è tra la Manodori di allora e quella di oggi?

I punti di distanza sono molti. Nel 2008, ultimo anno prima dell’inizio della gestione Borghi, la Fondazione registrò un avanzo di 29 milioni, rispetto ai 4 del 2018. Le erogazioni sfiorarono i 9 milioni, più o meno il triplo di quanto distribuito mediamente negli ultimi anni. Le immobilizzazioni finanziarie, cioè i titoli e le partecipazioni azionarie detenute a fini di investimento, sono passate da 142 a 103 milioni, mentre il patrimonio netto si è assottigliato di una trentina di milioni, scendendo da 173 milioni a 139, soprattutto per effetto del calo delle riserve. Rispetto a quella di 10 anni fa, la Manodori di oggi è dunque una fondazione più debole dal punto di vista patrimoniale, con proventi finanziari assai più modesti e di conseguenza con minore capacità di distribuire erogazioni.

Questa però, ad onor del vero, non è responsabilità di Borghi e dei suoi collaboratori, ma è l’effetto del terremoto che si è abbattuto sui mercati finanziari a partire dall’estate del 2008. Il titolo Unicredit – un tempo gallina dalla uova d’oro per la Fondazione – nell’arco del decennio si è deprezzato dell’85% e la stessa distribuzione dei dividendi è diventata talvolta una chimera. All’ex presidente vanno riconosciuti alcuni meriti. Primo: avere ricomposto la frattura con gli enti locali che si era determinata con la sua prima elezione e avere avvicinato la Manodori alla comunità. Secondo: avere superato la logica dei micro-finanziamenti a pioggia attraverso un percorso di ascolto e progettazione imperniato su alcuni obiettivi di rilievo. Terzo: avere finalmente avviato, pur con ritardo e con qualche titubanza di troppo, la diversificazione del patrimonio, con la vendita di cospicui pacchetti di azioni Unicredit. Meriti che non si misurano in termini strettamente economici e che però ci consegnano una Manodori più povera ma più utile.

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