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Ferrarini, il tribunale accoglie la nuova proposta di concordato

REGGIO EMILIA – Il tribunale di Reggio Emilia ha accolto il 6 maggio scorso le istanze di Ferrarini (che in precedenza aveva ritirato la richiesta di concordato presentata un anno fa, ndr) per ottenere altri 60 giorni per presentare un nuovo piano e una nuova proposta concordataria. Ha anche autorizzato la società a continuare la propria attività, così come avvenuto sinora, e quindi a pagare tutti i debiti alle regolari scadenze.


Nel frattempo il gruppo Pini di Sondrio, leader della bresaola valtellinese e primo operatore italiano nel campo della macellazione dei suini, ha confermato i suoi impegni a supporto della nuova operazione sia in termini di forniture sia per quanto riguarda il proprio ingresso nella compagine sociale, così come già previsto nel precedente piano concordatario.


Il tribunale di Reggio Emilia ha anche confermato nell’incarico di commissario giudiziale Bruno Bartoli. Nel marzo scorso, il tribunale aveva anche rinviato l’adunanza dei creditori di Ferrarini dal 13 maggio all’8 luglio 2020.


I creditori ammessi allo stato passivo del concordato sono in tutto 1.500 per un totale di 193,5 milioni reclamati e aranno convocati l’8 luglio prossimo per l’adunanza a termini di legge, già rinviata due volte. Ma, a questo punto, i creditori dovranno attendere ancora perché con la proroga di 60 giorni si arriva praticamente a ridosso della data prevista per l’adunanza.


Nel frattempo è gia slittata causa decreti Covid all’8 settembre l’adunanza per lo stato passivo di Ferrarini Società Agricola, che detiene i cespiti immobiliari e leattività di commercializzazione di parmigino reggiano, aceto balsamico etc.


Probabilmente con il ritiro del concordato e la sua ripresentazione Ferrarini Spa vuole replicare con maggiori risorse al piano della cordata Banca Intesa-Gsi Bonterre (cooperazione), gruppo Casillo e Opas che secondo Milano Finanza è definito nei dettagli e verrebbe approvato dai contraenti entro il prossimo 8 giugno.


Unicredit e Banca Intesa sono i creditori maggiori rispettivamente con 31,8 milioni e 20,4 milioni. Simest,società dell Cassa Depositi e Prestiti reclama 16 milioni e il Mediocredito Centrale 6,6 milioni. In file ci sono anche Banca Montepaschi, Banco Bpm, Popolre Emilia-Romagna (Bper), Credit agricole e Bnl. Per i creditori la proposta firmata dal commissario Bruno Bartoli prevede rimborsi marginali del 10% in cinque anni per i fornitori e del 17,5% in 5 anni per banche e sottoscritori di bond.


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