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Dietro le quinte della Nba: a bordo campo e negli spogliatoi con la star Luka Doncic

Anche quest’anno il nostro Adelmo Tagliavini è volato negli Stati Uniti per raccontare ai lettori di Reggionline ciò che accade dietro le quinte del mondo Nba. Un mondo dorato, iper organizzato, ma anche assai sensibile a qualsiasi variazione di umore. Così, è bastato che nel mondo iniziasse a circolare la notizia dell’accordo multimilionario tra la stella nascente Luka Doncic e Jordan Brand, per tappare la bocca al talento sloveno, con il quale avevamo un appuntamento a Philadelphia.

Luka Doncic a Philadelphia. Foto di Adelmo Tagliavini per Reggionline

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PHILADELPHIA (Usa) – Che delusione non poter parlare con Luka Doncic. Nessuna dichiarazione. Bocche cucite. Sarà stata una decisione del club o dell’agente Bill Duffy, presente alla Wells Fargo Arena, o forse una presa di posizione del nuovo astro nascente del basket mondiale, sta di fatto che il ragazzo sloveno ha disertato la conferenza stampa sia prima sia dopo la gara vinta dai suoi Mavericks contro i padroni di casa. Doncic si è limitato a siglare qualche autografo a bordo campo prima della palla a due, e a fare qualche selfie con i più giovani.

“Luka non parla – si è limitato a dire Scott Tomlin, capo ufficio stampa di Dallas – E’ infortunato e deve solo pensare a lavorare per riprendere velocemente e tornar con noi”.

Per la verità, a guardarlo in campo durante il riscaldamento, non ha dato l’impressione di avere problemi grafi alla caviglia destra, dopo la distorsione di venerdì scorso. Il fuoriclasse di Lubjana rimetterà scarpe e calzoncini da gioco nei prossimi giorni, a cavallo delle feste di fine anno. 

Adelmo Tagliavini

Sapete chi ha il merito, in Europa, di aver segnalato ai Dallas Mavericks il talento di Luka Doncic? Un allenatore italiano, Roberto Carmenati. Già coach di buon livello nella serie negli anni Novanta con Fabriano, Pozzuolo e Napoli, e poi anche a Milano, da 14 anni fa lo scout per la franchigia texana.

“Sono International Scout con aree geografiche di riferimento Europa ed Africa – spiega lui stesso – Il mio compito è identificare i prospetti di interesse al di sotto dei 18 anni, raccogliere informazioni sui giocatori di ogni categoria (che devono ancora entrare nel draft o free agent), monitorare le leghe nazionali e le coppe europee e le manifestazioni Fiba in Europa. Le fasi dello scouting si dividono nelle varie fasi: la segnalazione dei prospetti, la loro valutazione e la successiva selezione.

Quale merito ha avuto nella scelta di Luka Doncic?
“Sono probabilmente stato il primo dei Mavs a vedere dal vivo Luka quando aveva appena 14 anni. Poi la sua carriera è stata una crescita esponenziale sotto gli occhi degli scout di tutte le squadre, per cui ‘era noto’ e non c’era bisogno di segnalarlo. Io ho sollecitato la fase di valutazione da parte del direttore scouting e del GM e da lì ho fornito ogni elemento di informazione al general managar per la trattativa di scambio con Atlanta”.

Cosa la colpì di Doncic?
“Stiamo parlando di un talento puro con un istinto naturale, comprensione del gioco ed uno spiccato spirito agonistico e competitivo. Dopo gli Europei 2017 (vinti dalla Slovenja con la successiva esplosione di Luka e l’Eurolega col Real Madrid), il ragazzo era di fatto diventato una star da questa parte dell’Oceano. Aggiungiamo la sua capacità di creare per gli altri, facilitare il loro gioco e nel contempo costruire i tiri per sé, chiari elementi di un giocatore straordinario. Ero certo che Luka fosse di gran lunga il giocatore più maturo e più pronto per la Nba e con onestà avevo pronosticato formalmente che avrebbe messo a segno 7/8 triple doppie nel suo primo anno da matricola”.

Previsione azzeccata dato che Doncic ha vinto il premio di matricola dell’anno 2019. Può dirci perché Luka Doncic gioca in maglia bianco-azzurra col numero 77?
“Il suo numero preferito è il 7 ma di fatto era già stato assegnato a Dwight Powell, così ha scelto il 77 come alternativa”.

Perché nella Nba Doncic continua ad avere un impatto superiore rispetto all’Europa?
“Le ragioni che concorrono alla crescita e al rendimento di Luka sono un continuo miglioramento in virtù della giovane età e l’immenso talento, i ritmi di gioco con un numero di possessi maggiore rispetto a quanto avviene in Europa, le dimensioni del campo e la difesa a uomo con i 3 secondi difensivi, per cui raramente un attacco arriva al tiro al limite dei 24 secondi del possesso. Dallas è tra le prime tre in efficienza offensiva”.

Cosa può dirci del suo contratto? Essendo al secondo anno con i Mavs, Luka potrebbe di fatto uscire dall’accordo con la franchigia texana il 30 giugno 2011.
“No questo non è possibile – precisa – perché Dallas ha esercitato le opzioni per il terzo e quarto anno. Doncic avrà la possibilità di rifiutare il contratto al massimo salariale che i Mavs potranno proporgli, ma nel caso di un suo addio dal club texano, non potrà uscire come free-agent ma solo con uno scambio”.

Prima della segnalazione di Doncic, ne aveva fatto altre degne di menzione?
“Per Salah Mejiri (centro tunisino oggi al Real Madrid) e Maxi Kleber (centro tedesco compagno di squadra di Doncic a Dallas) mi sono speso molto, mettendo in gioco la mia reputazione senza timore”.

Com’è il suo rapporto con la franchigia texana?
“Adoro i Dallas Mavericks per la sua organizzazione e per il rapporto personale che ho con i dirigenti, dal Gm agli scouts. Non posso però sapere cosa ci sarà nel mio futuro, e formalmente potrei anche ascoltare le proposte di altre squadre”.

Adelmo Tagliavini

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