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Covid19, i soldi promessi alle aziende per le mascherine esauriti in un secondo

REGGIO EMILIA – Un secondo. Tanto è bastato per vedere esauriti i fondi messi a disposizione delle aziende nel click day per avere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuali contro il Covid19. “Fondi insufficienti”, tuona Fabio Storchi, presidente di Unindustria Reggio Emilia. Le imprese escluse dal bando Impresa Sicura sono decine di migliaia in tutta Italia. Un bando che presentava evidenti limiti già alla partenza: prevedeva di coprire solo il periodo compreso dal 17 marzo alla data di invio della domanda di rimborso, e metteva a disposizione 50 milioni di euro a fronte di una richiesta pari a un miliardo. Sono state solo 3.150 le aziende fortunate che, a livello nazionale, sono riuscite a far passare per prime nell’imbuto della rete le prenotazioni dei contributi, mentre sono state oltre 205mila quelle escluse.

“Le aziende hanno fatto molti e faranno ancora tanti investimenti sotto il profilo della sicurezza – spiega Storchi – chiediamo che il Governo incrementi velocemente la dotazione per il bando sui Dpi. Non è possibile inoltre che, un secondo dopo l’avvio della proceduta telematica, i fondi fossero già terminati. Serve poi che venga cambiato anche il metodo di assegnazione che assomiglia più ad una lotteria, che ad una seria attribuzione delle risorse. Sono state diverse le imprese reggiane che ci hanno segnalato questo disservizio”.

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