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Comer, tensione alle stelle: altre 60 ore di sciopero

REGGIO EMILIA – Non e’ in crisi e, quella di chiudere lo storico stabilimento di Cavriago e’ una “scelta industriale” che consentira’ di attivare nei prossimi tre anni investimenti per 10 milioni. Lo precisa la Comer industries, azienda meccatronica reggiana, in risposta alla mobilitazione e agli scioperi portati avanti da giorni da Fiom e Uilm per scongiurare il trasferimento dei circa 150 lavoratori dello stabilimento nella sede piu’ distante di Reggiolo.


Proteste che, tra l’altro, non si fermano perche’ questa mattina in assemblea, i lavoratori hanno deciso di aggiungere alle 40 ore di sciopero gia’ proclamate un pacchetto di altre 60 e si sono fermati per quattro ore gia’ nel turno pomeridiano odierno. “Oggi l’attivita’ di Comer Industries e’ strutturata su 5 diversi magazzini, e Cavriago e’ uno di questi. Concentrarli e’ necessario per migliorare la nostra efficienza complessiva e, di conseguenza, permetterci di essere piu’ competitivi”, spiega l’azienda.


Evidenziando poi che “piu’ efficienza significa anche recuperare risorse da destinare a ulteriori investimenti. In termini piu’ concreti, stimiamo che nei prossimi 36 mesi saremo in grado di attivare investimenti per ulteriori 10 milioni sui nostri impianti di Reggiolo che avranno certamente positivi e importanti impatti economici ed occupazionali a beneficio dell’intero territorio reggiano e della sua comunita’”.


L’impresa e’ consapevole “dei disagi che il trasferimento da Cavriago a Reggiolo puo’ comportare per il personale coinvolto” ed offre quindi un tavolo per raccogliere le esigenze dei dipendenti “ed individuare soluzioni e iniziative capaci di rendere piu’ agevole l’impatto del trasferimento” (proposta che nell’incontro avuto ieri con la proprieta’ i sindacati hanno respinto).


Quanto alle “illazioni circa una presunta crisi complessiva dell’azienda, a cui sarebbe da ricondursi la scelta del trasferimento”, Comer evidenzia che il 2019 si e’ chiuso “con il fatturato piu’ alto della nostra storia e tutti i principali indicatori di bilancio in miglioramento”.


Ma per i sindacati, “l’azienda non ha spiegato un bel niente. In cinque minuti ci e’ stato detto che la chiusura dello stabilimento sarebbe funzionale ad un miglioramento della competitivita’, ma senza argomentare come, con quali costi immediati e quali benefici futuri. Senza voler entrare davvero nel merito”.


E ancora: “Li abbiamo incalzati con domande, ma le risposte sono state di vuota retorica manageriale. La mancanza di trasparenza sulle scelte strategiche e’ per noi una chiara mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti, a cui queste scelte possono sconvolgere la vita”. Allora, proseguono Fiom e Uilm, “se i dati non li fornisce l’azienda, li comunichiamo noi. Lo stabilimento di Cavriago ha visto un incremento della produttivita’ incredibile in questi anni. Dal 61% del 2015, al 73,8% del 2017 al 76,2% del 2019. Un aumento della produttivita’ dello stabilimento di Corte Tegge di oltre del 22% in quattro anni, un miglioramento ineguagliato dagli altri stabilimenti”.


Numeri che corroborano il sospetto che “il vero scopo della chiusura dello stabilimento di Cavriago sia una riduzione del personale complessiva, che, diventa lecito supporre, potrebbe riguardare anche i lavoratori di Reggiolo”. Infatti, “quando si uniscono due stabilimenti e’ automatico che si creino doppioni di ruoli”, spiega Enrico Folloni (Fiom). “In definitiva – dicono Fiom e Uilm – ci pare di poter dire che la riorganizzazione sia piu’ per il bene degli azionisti che per quello dei lavoratori”.


All’assemblea oggi c’era anche il sindaco di Cavriago, Francesca Bedogni, che incontrera’ Comer venerdi’.


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