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Canzone choc su Aemilia, Borelli: “Dobbiamo tutelare la nostra immagine”

BAGNOLO (Reggio Emilia) – “Avevamo affittato, come altre volte, il salone a chi doveva fare questa cosa canora con i cantanti napoletani. Ma ora, dopo quello che è successo, raduno il consiglio e poi prenderemo le decisioni opportune. Voglio chiarire che la Ctl non ha organizzato niente e ha solo affittato il salone. Non sapevamo chi cantava. Questa cosa qua che è uscita è stata una novità. Noi dobbiamo salvare l’immagine della cooperativa. Siamo aperti a tutti, ma nei limiti”.


E’ quanto ha detto Werther Borelli, presidente del Ctl di Bagnolo dove l’11 maggio, insieme ad altri artisti, dovrebbe esibirsi Gianni Live, il cantante neomelodico napoletano che il 7 marzo scorso, ha pubblicato sul canale di YouTube, una canzone dal titolo “Pe e Guagliune e l’Aemilia” (per i guaglioni del processo Aemilia) con tanto di video ufficiale che riporta i momenti salienti del maxi processo Aemilia.


Nel ritornello della canzone, poi cancellata da Facebook dopo le polemiche, frasi come “è per colpa di un pentito noi stiamo a pagà”. La canzone, però, dopo solo cinque giorni, ieri mattina, è stata rimossa dal portale di YouTube.


Mara Bertoldi, attuale vice sindaco di Bagnolo, che correrà a capo della lista “Bagnolo Bene Comune” alle prossime elezioni, interviene e commenta: “L’impegno per la legalità deve essere un dovere prioritario, non solo per i magistrati e le forze dell’ordine, ma anche per tutte le amministrazioni pubbliche. Spero che la sua presenza a Bagnolo sia smentita, perché sarebbe un ospite non gradito”.


Sulla vicenda, ha detto la sua anche la parlamentare del M5s, Maria Edera Spadoni, che scrive: “Inneggiare a condannati in primo grado per ‘ndrangheta non è arte. È alimentare l’anti-cultura nella quale prosperano le mafie, cancro dell’Emilia Romagna e dell’Italia intera. Le autorità neghino il concerto a Bagnolo e altrove a chi diffonde la cultura dell’illegalità”.