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Business affidi, lo psicologo: “E’ la trama di un film horror”

REGGIO EMILIA – “È la trama di un film dell’orrore”. Commenta cosi’ Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva, l’assurda vicenda avvenuta a Reggio Emilia che ha come protagonisti ragazzini sottratti alle famiglie. “Questi bambini sono stati vittime di adulti criminali, perche’ si sono finti come professionisti di aiuto per indurli in situazione di incubo e di trauma. Il loro obiettivo- spiega Castelbianco – e’ far convalidare dagli stessi minori le loro false prove per poter poi, con la complicita’ di pubblici uffici (sindaci o funzionari), allontanare questi minori dalle loro famiglie”.


Un caso che apre molteplici scenari. “Qual e’ stato l’utile economico in questa vicenda?- chiede lo psicoterapeuta- Siamo di fronte a una setta che vuole allontanare i bambini dalle famiglie per crearne un gruppo e farne un uso a noi ancora sconosciuto? O siamo davanti a un caso di lucro, in cui e’ previsto un contributo economico per ogni bambino allontanato? È un trauma estremamente forte – ribadisce Castelbianco – hanno creato una frattura affettiva tra i figli e i genitori. Questi adulti hanno creato delle finte situazioni di colpa da addossare ai genitori, inducendo cosi’ i minori a pensare che fosse tutto vero”.


“Adesso- conferma l’esperto- ripristinare una situazione di normalita’ per questi bambini sara’ sicuramente possibile, ma non facile. È necessario un intervento multidisciplinare che possa contemplare non solo un contatto uno a uno – con il singolo bambino e la singola famiglia – ma dobbiamo rovesciare cio’ che e’ stato fatto. Per un ritorno alla normalita’ dobbiamo intervenire sul gruppo di bambini. Il gruppo che i criminali hanno costituito deve diventare un punto di forza”, chiosa lo psicoterapeuta.


Prendere in carico un bambino significa prendere in carico tutta la famiglia. “Anche in questo caso ci saranno gruppi di familiari che dovranno essere aiutati. I genitori sono stati raggirati e truffati nella maniera piu’ tremenda. Queste persone hanno convinto i bambini della cattiveria dei loro genitori, nascondendo le lettere e tutto quello che i padri e le madri scrivevano ai loro figli. Le difficolta’ da affrontare sono tante, dalla sfiducia ai problemi sull’attaccamento e sulla credibilita’ degli adulti”.


“La societa’ civile e’ intervenuta quando se n’e’ accorta – ricorda Castelbianco – ma la sua credibilita’ e’ minata ugualmente, avendo permesso a dei pseudoterapeuti di mettere in piedi un progetto macabro, un piano delinquenziale. Si e’ superato il limite massimo di civilta’, e’ un caso inaccettabile e da punire con la massima durezza e pena. Non si deve cercare nessun tipo di alibi – conclude Castelbianco – nemmeno per quanti abbiano solo firmato il falso creando un horror per le famiglie e i bambini, e solo per motivi economici o settari”.


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