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Alitalia, si tenta stretta

Si tenta la stretta, per individuare il nuovo partner di Alitalia, chiudendo così il cerchio dei nuovi azionisti della newco. In agenda ci sarebbero, infatti, secondo quanto riferiscono qualificate fonti vicine al dossier, incontri tra le Fs spa, che da mesi guidano l’operazione, e i loro advisor, e il gruppo Toto e German Efromovich, l’azionista della compagnia sudamericana Avianca, interessato a entrare in Alitalia. A Roma, secondo le stesse fonti, sarebbe presente anche Delta Airlines.





Dopo un primo round di incontri e consultazioni con i potenziali pretendenti in campo, che hanno presentato una manifestazione non vincolante per Alitalia, il presidente della Lazio Claudio Lotito, e il gruppo di Carlo Toto, e dopo un primo contatto telefonico con Efromovich, ora si entrerebbe, dunque, nel vivo. E, soprattutto, il fatto nuovo è la presenza di Delta. Insomma, un vero e proprio esame per i candidati che si preannuncia cruciale alle luce dei ‘veti’ che la compagnia statunitense, per varie e diverse motivazioni, espresse su questi soggetti.





Nel caso di Efromovich, Delta avrebbe espresso la propria contrarietà dal momento che la compagnia colombiana Avianca, di cui Efromovich è azionista, fa parte dell’alleanza globale Star Alliance, concorrente di Sky Team in cui opera Delta. Oltre a questo ci sarebbero i dubbi sulla sostenibilità finanziaria dell’investimento in Alitalia per l’imprenditore boliviano. Stesse perplessità che Delta avrebbe manifestato anche per Toto, che, però, disporrebbe delle risorse, circa 200 milioni, rivenienti dalla vendita di campi eolici negli Usa.





Non è un mistero che la preferenza di Delta, così come delle Ferrovie, sarebbe per Atlantia, ritenuto il partner migliore in considerazione anche della presenza forte nel settore aeroportuale con la controllata Adr che gestisce il più grande hub del Paese. Ma questa è una partita complicata che si interseca con quella di Aspi, dove si registra il muro contro muro tra l’anima ‘gialla’ del governo, con il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che sostengono la linea dura della revoca della concessione.





In questo quadro, l’operazione Alitalia entra in quello che, sulla carta, è il tornante finale in vista della deadline del 15 luglio, giorno entro il quale dovrà essere presentata dalla cordata guidata dalle Ferrovie dello Stato l’offerta vincolante per l’acquisizione della compagnia. Una scadenza che il vicepremier, Luigi Di Maio, ha confermato in occasione dell’incontro del 3 luglio scorso con i sindacati. “Chi desidera presentare un’offerta, lo deve fare adesso e uscire allo scoperto”, ha detto. Ma, a otto giorni da quella data, appare ben lontana la soluzione del rebus rappresentato dalla scelta del quarto partner con cui completare la cordata della newco.





Per questo, quest”ultimo miglio’ si preannuncia ancora non solo come una corsa contro il tempo ma, soprattutto, come una corsa a ostacoli. Al momento, infatti, lo scenario è quello tratteggiato dal vicepremier Di Maio al Mise. I tasselli sicuri sono quelli della partecipazione di Fs, Delta Airlines e Mef, con quote, nel caso dei primi due soggetti, leggermente superiori a quelle che erano state finora prospettate e, cioè, le Ferrovie con il 35%, la compagnia Usa tra il 10 e il 15% mentre l’ingresso del Tesoro viene confermato al 15%. La newco, ad oggi, può contare su investimenti per 1 miliardo.





Intanto il segretario nazionale della Filt-Cgil, Fabrizio Cuscito, non nasconde la preoccupazione per le ricadute sull’occupazione dell’operazione di salvataggio dell’ex compagnia di bandiera. “Attendiamo ancora dal ministro Di Maio una smentita sulle indiscrezioni di nuovi esuberi in Alitalia” chiede Cuscito. “Purtroppo – sottolinea all’Adnkronos – su questo tema, nell’incontro che abbiamo avuto al Mise mercoledì scorso, non abbiamo avuto nessuna risposta, a differenza, invece, dei precedenti incontri nei quali avevamo avuto rassicurazioni. Ci sono voci su migliaia di esuberi e su questo, che è il punto che più ci interessa, ci attendiamo la smentita che non è arrivata”. Secondo le indiscrezioni che circolano, si parla di circa 2000 esuberi di personale tra terra e volo.


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