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Alberi tagliati, il proprietario dell’area è Alleanza 3.0

REGGIO EMILIA – E’ di Emiliana srl, una società con sede a Castenaso (Bologna), il cui socio unico è Alleanza 3.0, il terreno nei pressi della Mediopadana su cui è avvenuto il disboscamento relativamente al quale stanno infuriando le polemiche a Reggio dato che pare che, nel corso della pulizia dell’area, la ditta che se n’è occupata abbia tagliato 56 alberi. Emerge da una visura camerale a cui Reggio Sera ha avuto accesso.


Emiliana Srl, nel 2017, ha fuso per incorporazione Sgs, Aurora, Iperalta, Torre Guiducci, Vignola Due e Copernico con una razionalizzazione del patrimonio immobiliare della coop Alleanza 3.0 in cui è concentrato un patrimonio rappresentato da immobilizzazioni, partecipazioni e rimanenze che supera i 70 milioni di euro.


Di questo fa anche parte l’appezzamento di terreno su cui si sta concentrando la polemica innescata in questi giorni dal Movimento 5 Stelle che ha parlato esplicitamente di un “uno scempio non autorizzato”. Il punto, infatti, è che, per tagliare alberi di una certa dimensione quali quelli che sarebbero stati abbattuti, occorrono delle autorizzazioni. Autorizzazzioni, che secondo quanto dichiarato dall’assessore all’Ambiente Carlotta Bonvicini, non sono state né chieste, né date.


Tornando al disboscamento nella zona bisogna sottolineare che, nell’area, c’è una grande fame di parcheggi dato che quelli davanti alla Mediopadana sono già ora ampiamente insufficienti.


Sulla vicenda interviene anche Legambiente che scrive: “Dopo le decine di segnalazioni pervenute agli uffici comunali a causa delle foto apparse sui social network, ieri le Gev di Legambiente sono state incaricate dall’amministrazione di effettuare i primi rilievi sul terreno in cui sono stati cancellati nel giro di pochi giorni centinaia di esemplari arborei. Tutta la legna era stata accatastata in un solo grande ammassamento, per un volume di circa 900 metri cubi, e in mezzo alla catasta erano visibili anche pezzi di tronco appartenenti a piante ad alto fusto”.


“Chi ha fatto questi lavori si è ben guardato – dichiara Massimo Becchi presidente di Legambiente – di rimuovere ed occultare le ceppaie, le uniche che potevano darci un’indicazione certa della dimensione delle piante e del loro numero. La ditta, al momento ancora sconosciuta, ha agito nel fine settimana, in un momento in cui l’area industriale, già scarsamente popolata, era al mimino di frequentazione per la chiusura delle ditte”.


Conclude Becchi: “Al momento del sopralluogo è stato possibile identificare solo una minima parte dei buchi in cui vi era senza dubbio una pianta, ma le foto satellitari e stradali, le ultime risalenti a maggio 2019, ci danno un’immagine di un’area ampliamente popolata da esemplari arborei spontanei autoctoni, anche di una certa dimensione. Se ci fosse stata una segnalazione più repentina alle autorità competenti, avremmo avuto la possibilità di avere una visione più precisa del danno e sarebbe stato possibile quantificare meglio la sanzione e la compensazione obbligatoria per chi cagiona questo tipo di reato alla collettività. Il danneggiamento era oramai stato fatto, ma si sarebbero identificati con maggiore accuratezza i trasgressori e le motivazioni che hanno portato a questo intervento, che ancora, al momento, ci sfuggono”.


 


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