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Affidi, minacce di morte: a Bibbiano polizia e carabinieri vigilano giorno e notte. VIDEO

BIBBIANO (Reggio Emilia) – Vigilanza con alternanza di personale giorno e notte: davanti al comune e alla sede del Partito democratico di Bibbiano e davanti alla sede dei servizi sociali dell’unione della val d’Enza, a Barco. Carabinieri e poliziotti, in divisa e in borghese, come disposto dal prefetto Maria Forte dopo alcune riunioni del comitato ordine e sicurezza pubblica. Un servizio coordinato dal questore di Reggio Antonio Sbordone e iniziato qualche giorno fa, quando è stato chiaro come gli amministratori di quel territorio siano totalmente sotto assedio: è quasi quotidiano l’arrivo di e-mail con offese pesanti, ma non solo; in comune sono pervenute due buste con all’interno escrementi e poi c’è stata una lettera, scritta a mano, con minacce di morte. Tutto anonimo, ovviamente, all’indirizzo degli indagati o del sindaco Andrea Carletti, e tutto denunciato ai carabinieri da parte di chi sta cercando di mandare avanti il municipio e i servizi per una comunità di 10mila abitanti che da quasi un mese è accostata a immagini e parole a dir poco offensive.

Un’escalation frutto di stupidità che però sta seriamente mettendo a dura prova non solo i nervi, ma anche la sicurezza fisica e la serenità mentale degli amministratori e degli operatori sociali al lavoro. I sindacati chiedono di mettere in campo “tutti gli strumenti utili a garantire agli operatori dei servizi e al restante personale amministrativo dell’Unione la sicurezza necessaria per poter adempiere al meglio ai propri compiti”. Cgil, Cisl e Uil funzione pubblica, il sindacato delle polizie locali e le Rsu dell’unione val d’Enza chiedono presidi di controllo agli accessi della struttura La Cura di Barco, al centro dell’inchiesta della procura perchè luogo in cui si svolgevano le terapie con i bambini, e ipotizzano la necessità di un accorpamento di tutto il settore amministrativo in un’unica sede con un rafforzamento organizzativo. Già in comune a Bibbiano si sta comunque pensando a come spostare e riorganizzare gli uffici per far sentire meno esposti i dipendenti.

L’inchiesta sui presunti affidi illeciti in val d’Enza è stata al centro di una conferenza stampa a Montecitorio: “Puntiamo a un protocollo tra il mio ministero e quello del’Interno, in modo da dare la possibilità di operare ai nostri dipartimenti sui casi specifici. Inoltre, un tavolo tecnico per intervenire assieme in modo efficace”, ha annunciato il ministro per la Famiglia, Alessandra Locatelli, assieme al titolare del Viminale Matteo Salvini.

Ventinove, lo ricordiamo, gli indagati i cui nomi sono iscritti nel fascicolo del sostituto procuratore Valentina Salvi. In queste ore Giovanni Tarquini, avvocato del sindaco Carletti accusato di abuso d’ufficio, si sta preparando a chiedere nuovamente al gip di revocare i domiciliari cui è sottoposto il suo assitito. Il legale ritiene di aver raccolto elementi nuovi nel merito delle accuse che mostrano come ci sia stato il rispetto della normativa nell’organizzazione e nel pagamento.

Prosegue anche il lavoro di revisione dei fascicoli: una delle ragazzine il cui caso è al centro dell’inchiesta per la prima volta da due anni a questa parte nelle ultime ore ha reincontrato i genitori naturali.

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